🛩️ DRONI: REGOLE DELL'ARIA
📑 Indice dei Contenuti
- 1. Contesto Normativo: Il Cambio di Paradigma del 2026
- 2. Le Sottocategorie della Categoria Open: A1, A2 e A3
- 3. Le Zone Geografiche UAS: Sistema a Colori D-Flight
- 4. Analisi Dettagliata per Zona
- 5. Eccezione per Prossimità ad Ostacoli Artificiali
- 6. La Transizione: da IT-STS a EU-STS (1° Gennaio 2026)
- 7. Alternative Operative per la Categoria Specific
- 8. Zone P, D e R: Divieti Assoluti
- 9. Procedura di Richiesta Nulla Osta per Zone ATM-09
- 10. Prospettiva U-Space: Impatto Futuro
- 11. Conclusioni e Raccomandazioni
1. Contesto Normativo: Il Cambio di Paradigma del 2026
Il 1° gennaio 2026 ha segnato un punto di svolta fondamentale per l'intero settore UAS (Unmanned Aircraft Systems) in Italia e in Europa. Con la definitiva decadenza degli Scenari Standard Italiani (IT-STS) e la piena entrata in vigore del quadro normativo europeo EASA, il contesto operativo per i piloti di droni è radicalmente cambiato.
Il framework regolatorio di riferimento si basa su tre pilastri normativi principali:
- Regolamento (UE) 2019/947: regole e procedure per l'esercizio degli UAS, che definisce le tre categorie operative (Open, Specific, Certified) e le rispettive sottocategorie.
- Regolamento (UE) 2019/945: requisiti tecnici per i droni e le classi di marcatura CE (C0–C6).
- Circolare ENAC ATM-09A: criteri di implementazione nazionale delle zone geografiche UAS e procedure per riserva di spazio aereo.
L'Art. 15 consente a ciascuno Stato membro di designare zone geografiche in cui le operazioni UAS possono essere vietate, limitate o subordinate a specifiche condizioni. In Italia, tali zone sono pubblicate sul portale ufficiale D-Flight e rappresentate con un sistema a colori codificato dalla circolare ATM-09A.
2. Le Sottocategorie della Categoria Open: A1, A2 e A3
La Categoria Open è destinata alle operazioni a basso rischio e si suddivide in tre sottocategorie, ciascuna con requisiti specifici in termini di formazione del pilota, classe del drone, distanze dalle persone e aree di sorvolo. Tutte condividono due vincoli fondamentali: il volo deve avvenire in VLOS (Visual Line of Sight) e la quota massima consentita è determinata dalla zona geografica in cui si opera.
| CARATTERISTICA | SOTTOCATEGORIA A1 | SOTTOCATEGORIA A2 | SOTTOCATEGORIA A3 |
|---|---|---|---|
| Concetto operativo | Sorvolo di persone non coinvolte (non assembramenti) | Volo in prossimità di persone non coinvolte | Volo lontano da persone non coinvolte |
| Classi drone ammesse | C0 (< 250 g) e C1 (< 900 g) | C2 (< 4 kg) | C2, C3 (< 25 kg) e C4 (< 25 kg) |
| Droni legacy (senza classe CE) | < 250 g: ammessi in A1. Da 250 g a 500 g: ammessi in A1 ma senza sorvolo persone (Limited Open) |
Non ammessi in A2 (serve marcatura C2) | < 25 kg: ammessi in A3 (Limited Open) |
| Patentino richiesto | A1/A3 (online) | A1/A3 + A2 (esame aggiuntivo teorico + addestramento pratico autocertificato) | A1/A3 (online) |
| Distanza persone non coinvolte | C0: sorvolo consentito. C1: sorvolo consentito (no assembramenti) |
Minimo 30 m (riducibile a 5 m con modalità bassa velocità attiva) | Lontano da aree residenziali, commerciali, industriali e ricreative. Nessun sorvolo persone. |
| Aree di sorvolo | Urbano e suburbano (no assembramenti di persone) | Urbano e suburbano, in prossimità di persone ma non in sorvolo diretto | Solo aree dove ragionevolmente non ci siano persone non coinvolte a rischio |
| Quota massima | 120 m AGL (salvo limitazioni zona geografica) | 120 m AGL (salvo limitazioni zona geografica) | 120 m AGL (salvo limitazioni zona geografica) |
| Remote ID | Obbligatorio per C1. Non richiesto per C0. | Obbligatorio (C2) | Obbligatorio per C2, C3. Non richiesto per C4. |
2.1 La Sottocategoria A2: Approfondimento
La sottocategoria A2 merita un'analisi particolare perché rappresenta il livello intermedio della Categoria Open, specificamente pensato per chi opera in contesti urbani o semi-urbani con droni di classe C2 (MTOM inferiore a 4 kg). A differenza della A1 (che consente il sorvolo diretto di persone con droni leggeri) e della A3 (che richiede distanza da persone e aree popolate), la A2 permette il volo in prossimità di persone non coinvolte, ma con vincoli stringenti.
Requisiti specifici per operare in A2:
- Patentino A2 dedicato: oltre al certificato di competenza A1/A3 (online), il pilota deve superare un esame teorico aggiuntivo presso un'autorità competente e completare un addestramento pratico autocertificato. L'attestato A2 ha validità 5 anni.
- Drone classe C2 obbligatorio: non è possibile operare in A2 con droni legacy privi di marcatura di classe. Questa è una differenza sostanziale rispetto alla A1 (che ammette legacy < 500 g) e alla A3 (che ammette legacy < 25 kg).
- Distanza minima 30 metri: dalle persone non coinvolte nelle operazioni. Questa distanza è riducibile a 5 metri se il drone dispone della funzione di bassa velocità attiva (max 3 m/s) e il pilota effettua una valutazione del rischio operativo.
- Divieto di sorvolo assembramenti: come per la A1, non è consentito il sorvolo di assembramenti di persone in nessun caso.
3. Le Zone Geografiche UAS: Sistema a Colori D-Flight
Le zone geografiche UAS istituite per motivi di safety (protezione del traffico aereo in prossimità di aeroporti, eliporti, avio/elisuperfici) sono codificate su D-Flight con cinque colori distinti. Ciascun colore indica una soglia altimetrica AGL (Above Ground Level) oltre la quale la Categoria Open non è ammessa. Questo limite si applica identicamente alle sottocategorie A1, A2 e A3.
| ZONA | QUOTA LIMITE OPEN | OPERATIVITÀ OPEN (A1, A2, A3) | OLTRE IL LIMITE |
|---|---|---|---|
| BIANCA | 120 m AGL | Consentita fino a 120 m per tutte le sottocategorie: A1: sorvolo persone con C0/C1 A2: prossimità persone con C2 (≥30m o ≥5m) A3: lontano da persone |
Categoria Specific o Certified con autorizzazione ENAC |
| CELESTE (BLU) | 60 m AGL | Consentita fino a 60 m per A1, A2 e A3. Stesse regole di distanza persone della sottocategoria, ma con tetto altimetrico ridotto. | Cat. Specific (EU-STS-01 con C5 / EU-STS-02 con C6 o Autorizzazione Operativa SORA) + nulla osta riserva spazio aereo |
| GIALLA | 45 m AGL | Consentita fino a 45 m per A1, A2 e A3. Il margine operativo inizia a restringersi significativamente. | Cat. Specific (EU-STS-01 con C5 / EU-STS-02 con C6 o Autorizzazione Operativa SORA) + nulla osta riserva spazio aereo |
| ARANCIONE | 25 m AGL | Consentita fino a 25 m per A1, A2 e A3. Margine operativo molto ridotto: molte operazioni professionali risultano impraticabili. | Cat. Specific (EU-STS-01 con C5 / EU-STS-02 con C6 o Autorizzazione Operativa SORA) + nulla osta riserva spazio aereo |
| ROSSA | 0 m AGL | COMPLETAMENTE VIETATA per A1, A2 e A3. Non è possibile alcuna operazione Open a nessuna quota. | Solo Autorizzazione Operativa ENAC + nulla osta + NOTAM + coordinamento ATS |
4. Analisi Dettagliata per Zona
4.1 Zona Celeste (Blu) – Limite 60 m AGL
Significato: la zona geografica UAS è definita a partire da 60 metri AGL. Al di sotto di tale soglia, lo spazio aereo non è compreso nella zona geografica.
Operatività Open (A1, A2, A3): SÌ, consentita fino a 60 m AGL. Il pilota può operare rispettando le regole specifiche della propria sottocategoria:
- A1: con C0 (<250g) o C1 (<900g), sorvolo persone consentito (no assembramenti), fino a 60 m
- A2: con C2 (<4kg), distanza ≥30m da persone (o ≥5m in bassa velocità), fino a 60 m. Richiede patentino A2.
- A3: con C2/C3/C4 o legacy (<25kg), lontano da persone e aree popolate, fino a 60 m
Quando diventa Specific: se si intende volare al di sopra dei 60 m AGL (entrando nella zona geografica). Richiede EU-STS-01/02 o Autorizzazione Operativa + nulla osta riserva spazio aereo.
4.2 Zona Gialla – Limite 45 m AGL
Significato: la zona geografica UAS inizia a 45 metri AGL.
Operatività Open (A1, A2, A3): SÌ, consentita fino a 45 m AGL per tutte le sottocategorie, ciascuna con le proprie regole di distanza persone. La riduzione del tetto altimetrico rispetto alla zona celeste rende più impegnativa la pianificazione di missioni fotografiche e di ispezione.
Quando diventa Specific: superando i 45 m AGL. Richiede EU-STS-01/02 con drone C5/C6 o Autorizzazione Operativa con SORA + nulla osta.
4.3 Zona Arancione – Limite 25 m AGL
Significato: la zona geografica UAS inizia a 25 metri AGL. È la zona più restrittiva dopo la rossa, tipicamente in prossimità ravvicinata di sentieri di avvicinamento aeroportuali.
Operatività Open (A1, A2, A3): SÌ, ma solo fino a 25 m AGL. Questo limite è particolarmente penalizzante per la sottocategoria A2, dove il pilota potrebbe trovarsi a operare in prossimità di edifici in contesto urbano con un tetto di appena 25 metri, rendendo molte missioni professionali di fatto impraticabili senza passare alla Specific.
Quando diventa Specific: qualsiasi volo oltre i 25 m AGL. Richiede EU-STS o Autorizzazione Operativa + nulla osta dalla Direzione Territoriale ENAC o dall'Aeronautica Militare.
4.4 Zona Rossa – Divieto Totale per Open (0 m AGL)
Significato: la zona geografica inizia da 0 metri AGL, coprendo l'intero volume d'aria. Corrisponde al sedime aeroportuale e alle aree ATZ.
Operatività Open (A1, A2, A3): ASSOLUTAMENTE VIETATA. Nessuna sottocategoria Open può operare in zona rossa, indipendentemente dalla classe del drone o dal patentino posseduto. Il pilota Open non può nemmeno richiedere autorizzazioni per questa zona.
Unica possibilità: esclusivamente Categoria Specific o Certified, con Autorizzazione Operativa ENAC, nulla osta e coordinamento ATS. Può essere richiesta l'istituzione di una zona R temporanea tramite NOTAM.
5. Eccezione per Prossimità ad Ostacoli Artificiali
La circolare ATM-09A prevede un'eccezione che consente di superare i limiti di quota nelle zone colorate, a determinate condizioni. Questa eccezione si applica a tutte le sottocategorie Open (A1, A2 e A3) nelle zone celeste, gialla e arancione:
| ZONA | REGOLA OSTACOLI |
|---|---|
| Celeste, Gialla, Arancione | Entro 50 m di distanza laterale da un ostacolo artificiale, è consentito volare fino a 5 m sopra l'ostacolo, anche superando il limite di quota della zona. Operazione possibile anche in Open category (A1, A2, A3). È necessario il permesso del proprietario dell'ostacolo. |
| Rossa | Entro 10 m lateralmente e 3 m sopra l'ostacolo, rimanendo oltre 500 m dal sedime aeroportuale. L'operazione rimane SEMPRE in Categoria Specific. Permesso del proprietario richiesto. |
6. La Transizione: da IT-STS a EU-STS (1° Gennaio 2026)
6.1 Cosa è cambiato
Dal 1° gennaio 2026 gli Scenari Standard Italiani (IT-STS) sono definitivamente decaduti. Fino al 31 dicembre 2025, un operatore poteva richiedere l'autorizzazione per volare nelle zone ATM-09 sfruttando gli scenari standard nazionali, senza necessità di adeguamenti tecnici se il drone non superava i 4 kg. In pratica, era possibile utilizzare qualsiasi drone C0, C1, C2 senza modifiche.
Ora la situazione è radicalmente diversa:
| PRIMA (IT-STS fino al 31/12/2025) | DOPO (EU-STS dal 01/01/2026) |
|---|---|
| Scenari standard nazionali IT-STS | Solo EU-STS-01 e EU-STS-02 |
| Qualsiasi drone < 4 kg (C0, C1, C2, legacy) | Obbligatoriamente droni con marcatura C5 o C6 |
| Nessun requisito FTS o paracadute | C5: Flight Termination System (FTS) + paracadute. C6: FTS obbligatorio. |
| Attestato IT-STS nazionale | Nuovo attestato EU-STS (teoria + pratica presso Entità Riconosciuta ENAC) |
| Dichiarazione nazionale su D-Flight | Nuova dichiarazione EU-STS su D-Flight (validità 2 anni) |
| Costi contenuti | Costi significativamente maggiori (adeguamento hardware + certificazione) |
6.2 Impatto sulle sottocategorie Open
È fondamentale chiarire che il passaggio da IT-STS a EU-STS non modifica in alcun modo le regole della Categoria Open. Le sottocategorie A1, A2 e A3 continuano a operare esattamente come prima, con gli stessi droni, patentini e distanze. Ciò che cambia è esclusivamente il percorso per accedere alla Specific quando si superano i limiti della Open (quota delle zone geografiche, distanze, peso, BVLOS, ecc.).
In pratica:
- Un pilota A2 con drone C2 può continuare a volare in prossimità di persone fino ai limiti di quota delle zone D-Flight senza alcun cambiamento.
- Se lo stesso pilota A2 deve superare i 45 m in zona gialla, ora deve dotarsi di un drone C5, ottenere l'attestato EU-STS e presentare dichiarazione su D-Flight. Prima bastava un IT-STS con lo stesso C2.
6.3 Gli Scenari Standard Europei
STS-01 – Volo VLOS in area controllata a terra in ambiente urbano
- Tipo: VLOS (Visual Line of Sight)
- Ambiente: urbano/popolato, con area controllata a terra
- Drone: marcatura classe C5 (FTS + paracadute + Remote ID + geo-awareness)
- Uso tipico: operare oltre i limiti Open nelle zone ATM-09 (celeste, gialla, arancione)
STS-02 – Volo BVLOS in area controllata a terra in ambiente scarsamente popolato
- Tipo: BVLOS (Beyond Visual Line of Sight)
- Ambiente: scarsamente popolato, con area controllata a terra
- Drone: marcatura classe C6 (FTS + Remote ID + geo-awareness)
7. Alternative Operative per la Categoria Specific
Per chi non dispone di droni C5/C6, esistono percorsi alternativi per operare in Specific, ciascuno con complessità e costi crescenti:
7.1 PDRA (Pre-Defined Risk Assessment)
I PDRA-S01 e PDRA-S02 consentono l'uso di droni privi di marcatura di classe, a patto che rispondano tecnicamente ai requisiti equivalenti. ENAC ha concesso una deroga fino al 2027 per le Entità Riconosciute (scuole droni) ai fini della formazione pratica, richiedendo che venga certificata la rispondenza tecnica ai requisiti PDRA-S01 e S02. Il costo dell'adeguamento hardware per rendere un drone legacy conforme ai PDRA, tuttavia, è quasi identico all'acquisto di un kit C5 o di un nuovo drone.
7.2 Autorizzazione Operativa con SORA
Per operazioni che non rientrano negli STS né nei PDRA, l'operatore deve presentare a ENAC un'Autorizzazione Operativa basata sulla metodologia SORA (Specific Operations Risk Assessment), con valutazione del rischio a terra e in aria, definizione delle mitigazioni e classificazione SAIL (Specific Assurance and Integrity Level).
7.3 LUC (Light UAS operator Certificate)
Per operatori con comprovata esperienza e sistemi di gestione della sicurezza, il LUC consente di auto-autorizzare determinate operazioni Specific senza richiedere ogni volta l'autorizzazione a ENAC.
8. Zone P, D e R: Divieti Assoluti
Oltre alle zone a colori aeroportuali, D-Flight riporta anche le Zone Proibite (P), Pericolose (D) e Regolamentate (R). Queste zone sono vietate a tutte le categorie e sottocategorie (A1, A2, A3, Specific, Certified) quando attive:
- Zone P (Prohibited): volo sempre interdetto (carceri, raffinerie, Parchi nazionali, siti industriali sensibili, beni culturali).
- Zone D (Dangerous): spazio aereo con attività pericolose in determinati periodi.
- Zone R (Restricted): spazio aereo regolamentato. Deroghe tramite circolare ATM-05B.
9. Procedura di Richiesta Nulla Osta per Zone ATM-09
Per operare in Specific nelle zone geografiche aeroportuali (celeste, gialla, arancione) al di sopra dei limiti Open, oppure in zona rossa, l'operatore deve seguire la procedura prevista dalla circolare ATM-09A:
- Passo 1: Determinare se l'operazione rientra in un EU-STS (richiede drone C5/C6) oppure se è necessaria un'Autorizzazione Operativa ENAC.
- Passo 2: Verificare se le condizioni dello scenario/autorizzazione sono compatibili con la zona geografica. Se incompatibili, serve un nulla osta aggiuntivo.
- Passo 3: Inviare il modello ATM09-A alla Direzione Territoriale ENAC o Aeronautica Militare, con fattura di pagamento diritti NOTAM.
- Passo 4: Attendere i tempi previsti: 15–20 giorni (aeroporti civili), 35 giorni (casi complessi), 60 giorni (aeroporti militari).
- Passo 5: Se concesso, il nulla osta può comportare l'istituzione di una zona R temporanea via NOTAM. Le operazioni in spazi ATC/AFIS richiedono coordinamento con l'ente ATS.
10. Prospettiva U-Space: Impatto Futuro
La bozza del Regolamento ENAC U-Space (Edizione 1) introduce elementi rilevanti. I droni C0 in Open A1 saranno esenti dai servizi U-Space ma dovranno rispettare le zone geografiche UAS definite all'interno dello U-Space. Per tutti gli altri operatori (inclusi A2 con C2 e A3 con C3/C4), l'ingresso nello U-Space richiederà obbligatoriamente un'Autorizzazione Operativa o un LUC, con analisi SORA specifica.
11. Conclusioni e Raccomandazioni
Il quadro normativo in vigore dal 2026 può essere sintetizzato nei seguenti punti operativi chiave:
✅ Sì, si può volare in Open A1, A2 e A3 nelle zone celeste, gialla e arancione, purché si rimanga al di sotto della soglia altimetrica (rispettivamente 60, 45 e 25 m AGL). I limiti di quota sono identici per tutte e tre le sottocategorie.
ℹ️ La differenza tra A1, A2 e A3 nelle zone colorate riguarda solo le distanze dalle persone e le aree di sorvolo, non i limiti altimetrici. Un drone A2 (C2) in zona arancione ha lo stesso tetto di 25 m di un drone A1 (C0) o A3.
❌ Non si può volare in Open in zona rossa (0 m AGL) con nessuna sottocategoria né classe di drone.
ℹ️ Superare i limiti di quota richiede Specific: dal 2026 questo significa EU-STS-01 (C5) o EU-STS-02 (C6), oppure Autorizzazione Operativa con SORA. Il drone C2 usato in A2 non è sufficiente per la Specific: serve un C5 o C6.
- La A2 richiede particolare attenzione nelle zone arancione: il tetto di 25 m in contesto urbano, dove tipicamente opera la A2, rende molte missioni impraticabili senza passaggio alla Specific.
- Gli IT-STS non esistono più: chi operava con scenari nazionali deve investire in adeguamento hardware e ricertificazione.
- Consultare sempre D-Flight prima di ogni volo: è l'unico riferimento ufficiale per le zone geografiche UAS in Italia.
📚 Riferimenti Normativi
- Reg. UE 2019/947: Norme e procedure per l'esercizio degli aeromobili senza equipaggio
- Reg. UE 2019/945: Sistemi aeromobili senza equipaggio e operatori di paesi terzi
- Circolare ENAC ATM-09A: Zone geografiche UAS
- Circolare ENAC ATM-05B: Procedura autorizzazioni zone P/D/R
- Portale D-Flight: www.d-flight.it
- ENAC: www.enac.gov.it
- EASA: www.easa.europa.eu